Informazione e conoscenza: qual è la differenza?

Viviamo circondati dalle informazioni.

Ogni giorno leggiamo notizie, consultiamo siti web, guardiamo video, ascoltiamo podcast, utilizziamo motori di ricerca e interagiamo con sistemi capaci di fornirci una risposta in pochi secondi.

Non è mai stato così facile trovare informazioni.

Ma proprio per questo diventa sempre più importante capire una cosa fondamentale: informazione e conoscenza non sono la stessa cosa.

Che cos’è un’informazione?

Un’informazione è, in termini semplici, qualcosa che ci comunica un dato o un fatto.

Possiamo apprendere che una determinata tecnologia esiste, che un evento è accaduto, che una certa formula matematica produce un determinato risultato oppure che un programma può essere utilizzato per svolgere una determinata operazione.

L’informazione ci permette di sapere che cosa.

Ma spesso non ci permette ancora di capire perché.

Sapere che qualcosa è vero, infatti, è diverso dal comprenderne le cause, le conseguenze e le relazioni con ciò che già conosciamo.

Quando l’informazione diventa conoscenza

La conoscenza nasce quando l’informazione viene compresa, elaborata e collegata ad altre informazioni.

Immaginiamo, per esempio, di leggere che un computer utilizza un determinato protocollo di rete.

Questa è un’informazione.

Comprendere come funziona quel protocollo, perché è stato progettato in quel modo, quali problemi risolve, quali sono i suoi limiti e come interagisce con altri protocolli significa invece acquisire una conoscenza.

La differenza può sembrare sottile, ma è fondamentale.

L’informazione può essere rapidamente acquisita e dimenticata.

La conoscenza, quando viene realmente compresa, diventa uno strumento che possiamo utilizzare in situazioni diverse.

Il problema dell’eccesso di informazioni

Internet ha trasformato radicalmente il nostro rapporto con l’informazione.

Un tempo, trovare determinate informazioni poteva richiedere ore di ricerca in biblioteche, libri o riviste specializzate.

Oggi possiamo ottenere migliaia di risultati in pochi istanti.

Questa possibilità è straordinaria, ma crea anche un nuovo problema: l’abbondanza.

Quando le informazioni sono poche, il problema è trovarle.

Quando sono praticamente infinite, il problema diventa selezionarle, verificarle e comprenderle.

Avere accesso a dieci fonti non significa necessariamente conoscere dieci volte di più.

A volte significa semplicemente avere dieci versioni diverse dello stesso problema.

Cercare non significa comprendere

Un motore di ricerca può trovare una risposta.

Un’enciclopedia può fornire una definizione.

Un’intelligenza artificiale può spiegare un concetto.

Ma nessuno di questi strumenti può sostituire completamente il processo attraverso il quale una persona costruisce la propria comprensione.

Gli strumenti possono aiutarci a cercare, confrontare, verificare e approfondire.

La conoscenza, però, richiede anche un’attività personale.

Richiede domande.

Richiede attenzione.

Richiede la capacità di mettere in relazione ciò che stiamo imparando con ciò che già sappiamo.

E, soprattutto, richiede la disponibilità ad accettare che una prima risposta non sia necessariamente una risposta completa.

Conoscere significa anche fare domande

Una delle caratteristiche più importanti della conoscenza è la capacità di generare nuove domande.

Quando impariamo qualcosa, infatti, spesso scopriamo immediatamente ciò che ancora non sappiamo.

Studiare astronomia può portare a chiedersi come nascono le stelle.

Studiare informatica può portare a chiedersi come funzionano i sistemi operativi.

Studiare storia può portare a interrogarsi sulle cause di un determinato evento.

Studiare filosofia può portarci a mettere in discussione concetti che consideravamo scontati.

In questo senso, la conoscenza non è un punto di arrivo.

È un processo.

Ogni risposta può diventare l’inizio di una nuova domanda.

La verifica delle fonti

In un ambiente nel quale chiunque può pubblicare informazioni, imparare a valutare le fonti diventa particolarmente importante.

Non tutte le informazioni hanno lo stesso grado di affidabilità.

Un articolo scientifico, un documento ufficiale, un manuale tecnico, un’esperienza personale e un commento pubblicato su un social network sono forme di contenuto differenti e devono essere valutate in modo differente.

Questo non significa che una fonte debba essere automaticamente accettata o rifiutata soltanto in base alla sua forma.

Significa imparare a chiedersi:

Da dove proviene questa informazione?

Quali prove la sostengono?

È possibile verificarla?

Esistono altre fonti indipendenti che confermano o contestano quanto viene affermato?

Sono domande semplici, ma costituiscono una parte importante del processo di conoscenza.

Conoscenza condivisa

La conoscenza diventa ancora più preziosa quando viene condivisa.

Una persona può dedicare settimane a comprendere un determinato argomento e poi spiegare ciò che ha imparato a qualcun altro in pochi minuti.

Questo non diminuisce il valore della sua conoscenza.

Al contrario, permette a quella conoscenza di continuare a circolare.

È uno dei motivi per cui esistono libri, università, biblioteche, enciclopedie, comunità scientifiche e, oggi, enormi comunità online.

Ogni generazione riceve una parte del sapere costruito da quelle precedenti e può aggiungervi qualcosa.

La rete ha reso questo processo ancora più veloce.

Perché AthenaNet parla di conoscenza

È proprio da questa distinzione che nasce una parte dello spirito di AthenaNet.

L’obiettivo non è semplicemente raccogliere informazioni.

È cercare di comprenderle e condividerle.

Un articolo può partire da una semplice informazione, ma dovrebbe cercare, quando possibile, di andare oltre: fornire contesto, spiegare i concetti, mettere in evidenza i collegamenti e lasciare al lettore gli strumenti necessari per continuare autonomamente la ricerca.

Perché imparare qualcosa è importante.

Ma imparare come continuare a imparare lo è ancora di più.

Una conoscenza che rimane aperta

Non esiste una quantità definitiva di conoscenza che possiamo possedere.

Più impariamo, più diventano evidenti le dimensioni di ciò che ancora non conosciamo.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti della conoscenza: non chiude necessariamente le domande.

Spesso le moltiplica.

AthenaNet nasce con questa prospettiva.

Non come un luogo nel quale trovare necessariamente tutte le risposte, ma come uno spazio nel quale trovare spunti, spiegazioni, approfondimenti e nuove domande.

Perché l’informazione ci dice qualcosa.

La comprensione ci permette di darle un significato.

E la conoscenza ci permette di utilizzarla, collegarla e condividerla.

È da questo passaggio che AthenaNet vuole partire.

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